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Quasi quotidianamente si sente impropriamente parlare di nervo accavallato per spiegare la ragione alla base di un dolore lanciante e improvviso. Generalmente, tale dolore è localizzabile a livello muscolare ed è situato in zona cervicale, lombare, del polpaccio o del piede.

Molto spesso, infatti, toccando la zona dolente avvertiamo un dolore acuto, pungente e spesso riferito anche nella zona adiacente al punto in questione. Tuttavia, è giusto parlare di nervi accavallati o è un’espressione impropria e scorretta? Sfatiamo insieme questo mito per imparare a conoscere meglio il nostro corpo e tutto quello che ci succede.

UN MITO DA SFATARE: IL NERVO SI ACCAVALLA VERAMENTE?

Parlare di nervo accavallato è alquanto improprio: i nervi, infatti, a meno che non vi sia stato un trauma o una compressione sono fissi e non si spostano. Piuttosto, tale tipo di dolore spesso associato a questo fenomeno è spesso un’infiammazione derivata dall’eccessiva contrazione muscolare che provoca un cosiddetto “trigger point” muscolare.

Le parti del corpo interessate da tali contratture muscolari si presentano molto doloranti, rigide al tatto o comunque molto dure e poco malleabili. Tali eventi così acuti possono essere provocati da stress, eccessiva sedentarietà o l’assunzione di una postura scorretta.

Necessario in questo caso è l’intervento del fisioterapista. Tale figura professionale, infatti, interviene attraverso una rieducazione posturale qualora ve ne fosse necessità o con un’opportuna terapia che vada ad agire e a decontratturare la zona interessata.

Questa attività, inoltre, deve essere accompagnata anche da un’efficace prevenzione. Il fisioterapista istruirà il paziente fornendogli degli esercizi appositi per migliorare il tono muscolare, rilassare e allungare i muscoli.